|
|
© Righi Mauro © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
Subito attivi pensieri divorano come alba nuova macinano grani di malinconia sopra asfalti traslucidi di anima innalzata a picco nuova tendenza ai sogni Domani tornerò a cercare i miei passi sulla sabbia
Considero tutti i mondi possibili immobili inebetiti nel momento del ritorno su piste già segnate dal passaggio inconsistente di mezze verità sopravvissute Incomprensibili silenzi di Karma incompleti allungati dal desiderio dell’assoluto
a Daniele Ultima
sigaretta si
fuma piano dietro
il vetro o
sotto casa e
nel fumo i ricordi passano o
sfumano artefatti e
le luci sono sempre troppo forti o
forse qualcosa passerà per la strada e
forse non sarà proprio l’ultima ultima
sigaretta l’abbiamo
fumata insieme come
ai vecchi tempi vicino
a quel locale che ti piaceva tanto e
Monica era triste Non
ti aveva salutato con un bacio E
io dicevo non importa Tanto
lo vediamo ancora fumeremo
ancora altre cento
Ultima
sigaretta Perché
le cose dovrebbero andare così Semplicemente Che
due si salutano E
poi si rivedono Invece Ultima
sigaretta
Piovono lacrime arrugginite sul mio destino ferroso vuoto e disordine mentre riempio Buchi di dolore compassato solitudine d’amore dentro vortici d’oblio esserci o non esserci mi allungo nella ricerca di qualcosa di vano dentro non c’è niente guardo e non ci sei un giorno anch’io scapperò
A malapena conto i giorni senza usare la calcolatrice Attendo l’arrivo di un mondo più vero Vivo con parolieri giocosi cresciuti dentro Sto ancora aspettando di capire i logaritmi Mi sforzo di inventare il domani Sono succube del mare incompreso Vivo guardando l’orologio dei battiti regolari E perdo la scommessa con l’infinito
Sberluccica ancora una volta per me soltanto pensiero di fata dal volto nascosto ti ho guardato ogni notte senza scorgere mutazioni nel tuo aspetto solo nuvole Kilometrate da svolgere in volo solo piuma che taglia nel silenzio immobile la parte inconsistente di me che lascio cadere
confinato a piedi uniti in un perimetro stretto accerchiato ascolto immobile il moto dei miei pensieri dislessici & frammentati che non sanno uscire dal confine della luna tagliata orgie e banchetti dentro la foresta dove tutti aspettano di nutrirsi di me
Mi piace starmene qui solo a pensare di esserci respirare inspirare mettere un piede davanti all’altro ascoltare in silenzio il mondo che gira inseguendo i capricci della sua follia stanca Mi piace starmene qui sono un uomo che scrive storie da quando ha scoperto che non fa più per lui abbandonare tutto e diventare un giocatore di bigliardo ho chiuso con certe cazzate voglio solo scrivere poesie e guardare il mondo che inciampa negli sguardi
Il primo ricordo il mondo dietro il vetro come fiore di loto dai petali circoncisi che consuma l’opera del distacco ombre allungate raccolgono lontano promesse che verranno sole che muore assiderato in un tramonto di sogno
Il
mondo è chiuso Fuori
per ferie O
andato a prendersi un caffè O
forse gira ancora Impiantato
sul suo asse Ma
me non ha lasciato detto niente Neanche
un bigliettino Sul comò dell’eternità
Rido in faccia alla malinconia come un Buddha di cartone che veglia sui sogni mentre la luna color sperma illumina il mondo di luce non vera e le stelle sono capezzoli puntati contro le intenzioni erezioni bibliche di un nuovo Dio imolato al desiderio dell’essere Anch’io voglio essere pura essenza dileguarmi senza suonare il citofono dell’io perdermi nei confini dell’anima al di là di quanto é vivere e nascere e morire Il grande Samsara ubriaco ha bevuto il vino magico delle coscenze nascoste …e l’anima sussurra parole sprecate gettate nel vento
Saremo sempre qui Seduti
sulla ruota infinita A
cercare il disinganno Senza
parlare Senza
sorridere Noi
ci saremo A
cercare il vuoto lucido Come
ora Come
sempre Sarà Non
più bello Ma
più vero Essere Solo
buio e corsa del pensiero Terremoto
– opera d’arte Desiderio
di pergamena Saremo
sempre qui A
mezzogiorno come i colpevoli A
dispensare messaggi d’invidia Capricci
di moralità Sempre
qui Noi A
mangiare farfalle e metallo Affamati
d’ignoranza A ucciderci vivendo
© Righi Mauro © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata. |
||||||||||