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La provocazione è palese. In un mondo dove si modificano geneticamente i pomodori, gli O.P.M. cercano di individuare il gene della poesia e tentano di svilupparlo con metodi naturali, per rafforzarlo e farlo sopravvivere.

In un mondo che considera la poesia una magnifica eccezione, gli O.P.M. vogliono tutelare l’atto poetico e farlo diventare un sistema di vita resistente agli agenti patogeni e atmosferici, al consumismo, agli edificatori selvaggi, ai coltivatori chimici, agli inquinatori patologici.

Gli O.P.M. tendono a rinforzarsi geneticamente in modo naturale, e dinamizzano le parole per renderle attive e produttrici di energia.

O.P.M. significa filosofia del superfluo che diventa necessario e apre sempre nuovi orizzonti all’esistere.

Gli O.P.M. fanno poesia attiva e si prodigano per crearne occasioni di diffusione.

Per questo hanno allestito “Rime e Intrighi”, una serata “sparsa”, tra versi, note e parole.

 

Gli O.P.M. sono: Pino Giodice, Mauro Righi, Mario Frighi, Giuliano Mori, Riccardo Fancini, Maurizio Forte, Vito Scaccianoce. 

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