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CURRICULUM
LETTERARIO
Pubblicazioni
personali
Un attimo di silenzio
– raccolta di poesie edita da KULT
VIRTUAL PRESS
Intrighi –
raccolta di racconti autoprodotto insieme
all’amico e quasi omonimo Mario Frighi
Slam
Poetry
2°
classificato al Poetry Slam della Scighera Marzo 2008
Finalista
al Poetry Slam dell'Osteria Sottovento - Pavia
Premi
1°
classificato al Premio Letterario
“I senza nome”
4°
classificato al Premio Letterario “Parole per
Comunicare”
4°
classificato al Premio Letterario "Penna d'Autore 2002"
5°
classificato al Premio Letterario "Victor Hugo"
Diploma di merito
“L’arte fra letteratura e cinema”
Premio speciale
scrittura moderna “Il groviglio dei sentieri”
Segnalato
di merito al Premio Letterario "Tra le parole e l'infinito"
Segnalato di merito al
Premio Letterario “La Cittadella 2001”
Segnalato di merito al Premio Letterario “La Cittadella 2002”
Segnalato di merito al Premio Letterario "Falesia 2003"
Segnalato di merito al
Premio “Poesia Fitel Nazionale”
Finalista al premio
“Parole di carta”
Finalista
al premio “Un messaggio in bottiglia”
Finalista
al premio “Le Agavi - Città di Scilla”
Finalista
al premio “Penna d’autore 2002"
Finalista
al premio "Anna Maria Ortese"
Finalista
al premio "Officina dell'arte"
Pubblicazioni
in antologie
Boccioli di poesia
–
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MUSICA, pag. 8
Edizioni
internet – ARTECOM,
pag
34
Cesare
perduto nella pioggia –
MICHELE DI SALVO EDITORE, pag 112
Racconti
d’evasione – SOQQUADDRO,
pag
139
Antologia
del premio letterario “I fiori 2001”
– EDIZIONI
FIORI DI CAMPO, pag 270
Parol¬e
- STAMPA
ALTERNATIVA, CD ROM interattivo lettera R
Parole per comunicare -
QUADERNI GRASSANESI, pag 18
Parole
di carta –
MARSILIO EDITORE
La
Biblioteca dell’inedito 2004 –
EDIZIONI IL FILO, CD ROM interattivo lettera R
L'anima
in versi 2005 - AGAR EDIZIONI pag 140
Rac-corti
-
GIULIO PERRONE EDITORE pag 153
Pubblicazioni
in riviste
Addiction
–
numero 10, luglio 1999, pag 65
WOW
world of web
– numero 4 , gennaio 2000, pag 58
Spiragli
– numero 3, marzo 2001, pag 47
Spiragli
–
numero 1, marzo 2002, pag 18
Il foglio clandestino - numero 45, maggio 2002, pag 41
Prospektiva
- numero 43, maggio 2005
Altre
attività letterarie
Marzo
2004
Fondatore
insieme ad altri amici degli O.P.M.
(organismi
Poeticamente Modificati) un
gruppo di scrittori, poeti, musicisti ed attori. Realizzazione
di una serie di performance poetico musicali
Dicembre 2003
Redattore di
Dadam@g, curatore della
sezione poesia
Gennaio 1998
/ Novembre 2002
Redattore
di RACCONTI
& LETTERATURA,
curatore della sezione poesia, realizzazione di interviste e della
rubrica LA MORALE DELLA FRAGOLA.
Settembre 2002-09-15
Realizzazione
insieme ad altri amici scrittori con lo pseudonimo di Mauro Giaciglio,
del manifesto letterario goliardico La
Cerchia dei Poeti Resistenzialisti
Settembre 2000 / settembre 2001
Conduzione
della striscia radiofonica settimanale LA MORALE DELLA FRAGOLA,
cazzeggio letterario e consigli di lettura all’interno del programma
radiofonico di Daniela Colucci su RADIO PUNTO ZERO
Luglio 1998
Ideazione
e lettura dei testi all’interno dello spettacolo teatrale NON E’
RETORICA
Commenti
e critiche letterarie
Cavolo,
è sempre bello leggere i tuoi "resoconti". Leggi e leggi e
alla fine ti viene quella pelle d'oca e quella strana voglia di vivere,
che un momento fa avevi tirato giù nel cesso con un solo gesto.
E' incredibile come una persona possa passare la sua domenica pomeriggio
a girare internet cercando su google "mauro righi".
Tanto perchè non riesci a far nient'altro che leggere qualcosa che ti
tiri un pò su di morale, che ti faccia venire quella voglia d'infinito
che ogni volta i tuoi racconti e i tuoi "resoconti" riescono a
suscitarmi.
Ti dico una cosa, credo sia qualcosa di ipocrita pensare di scrivere per
se stessi, credo che ci siano delle persone che debbano scrivere per gli
altri.
C'è chi ne ha la possibilità, anzi credo che tutti ne abbiano la
possibilità, perchè al mondo ci sono troppe teste e credo
essenzialmente che se un qualcosa che hai scritto riesce a suscitare
emozioni anche ad una sola persona, il tuo eco di scrittore può
pavoneggiarsi e crescere smisuratamente, magari aiutato anche da qualche
piccolo commento positivo.
Ti ringrazio Mauro.
p.s
ho perso un momento della tua vita, come hai fatto a sposarti? cos'è
successo?
Buona vita...
(James,
Commento al mio "resoconto" sul concerto di Vasco Rossi,
settembre 2007)
A
volte non c'è tempo per lunghe letture eppure la necessità rimane.
La lettura è una rincorsa, la parola scritta capace di esistere
tenendosi in piedi, di inventare universi credibili e udibili è
ossessione da inseguire, costante, ripetitiva, quotidiana. Riempire
di parole l'ordinarietà, cercare sinfonie o dodecafonie capaci di
creare quel brivido, di allontanare il sussulto di disagio che a
volte la vita produce. All'improvviso, per un dettaglio sfasato, un
momento in cui la consapevolezza si perde nei meandri dell'ordinarietà
quotidiana. Che schiaccia, che blocca. Allora leggere è l'antidoto.
Sempre. Da fare sempre. Anche scrivere, certo. Ma mai scrivere più
di quello che si legge. E per questo, chi scrive o vuole scrivere
deve leggere continuamente, senza sosta, senza stanchezza, senza
esitazione. L'e-book ( sempre scaricabile gratuitamente, solo di
quelli mi interessa parlare) supplisce a questa necessità grazie ai
formati variabili che offrono letture in qualche modo organiche ma
lunghissime, se si ha il tempo e il privilegio( che sono la stessa
cosa) di potersele permettere, o molto brevi. Con formati davvero
impensabili per pubblicazioni cartacee. Questa silloge di poesie di
Mauro Righi, Un attimo di silenzio, scaricabile gratuitamente dal
sito si Kult Virtual Press,
è una lettura rapida ma non inutile, anzi:
INDIETRO
Considero tutti i mondi possibili/immobili inebetiti/nel momento del
ritorno/ su piste già segnate/ dal passaggio inconsistente/ di
mezze verità sopravvissute.
Poesie
che appartengono di certo a periodi diversi della vita dell'autore.
Si sente da subito un bisogno di assoluto, una tensione quasi
mistica, che nelle prime poesie si manifesta con leggerezza , con un
fluire senza intoppi della parola poetica che si avvicina di più
alla canzone, con qualche ingenuità, qualche scivolata, mentre, a
seguire, questa tensione trova la strada, sviluppa un'apertura
pacificata e pacificante
VIVI
DI SILENZIO
...vivi
di silenzio perché/il segreto dell'immortalità/verrà
rivelato/solo a chi sa morire da vivo
Influenze
accentuate delle filosofie orientali rendono la lingua più
asciutta, il risultato poetico profondamente convincente, in un
crescendo che si legge con piacere e che induce a riflettere, a
soffermarsi sulle pagine, a ripensare a quella intuizione
antichissima, che scava tendendo alla sottrazione, al vuoto, al
meno, al lasciare andare, al non trattenere niente, al somigliare al
fiume. QUELLA intuizione resa contemporanea con brevi tocchi
sapienti. So che l'autore ha una suo sito internet che
permette di saperne di più sulle sue molteplici attività (Francesca
Mazzuccato, commento alla raccolta di poesie "Un attimo di
silenzio" - Gennaio 2006)
Ho
visitato il tuo sito e m'è venuta proprio voglia di scriverti anche se
in verità le poesie non mi sono piaciute un granchè; le trovo
noiose, lente e un tantino autocompiaciute.
I quadri non son male, ma son troppo simpatici per esser
veramente belli, e poi si sente di più la forza delle idee che non
quella del gesto pittorico vero e proprio, ma forse qui può anche
pesare la resa sullo schermo del computer, e magari sto solo dicendo una
grossa cazzata. Ho apprezzato di più lo spirito di morale della fragola
che mi ha davvero appassionato perchè è molto pungente e brioso; certe
cose strappano il sorriso e ho chiamato mia moglie che era in cucina a
lavare i piatti per fargliele ascoltare.
Quando ho visto la macchina da scrivere di Bukowski nella pagina
iniziale ho pensato, " Questo è il tipo giusto " e così ti
ho scritto e anche se sono stato un po' critico devo ammettere che sai
comunque colpire per la vitalità che esprimi, poesie a parte.
Però i premi e i titoli te li puoi giusto mettere in quel posto !!
Beh, adesso ho finito. Voglio ancora dirti che anch'io scrivo e dipingo;
scrivo meglio di te e dipingo niente male.
(Corrado,
Commento al sito, agosto 2005)
...allora
partiamo dal fatto che il tuo modo di scrivere mi fa impazzire, prima
di tutto perché sei un grande e poi forse anche perché mi ci
ritrovo molto nel tuo modo di "parlare"..
I
tuoi racconti a parte il fatto che sono originali, (ma anche l'idea
di come scrivere il libro è originale), mi hanno fatto commuovere,
ridere e se vogliamo anche innervosire.
Un
libro non mi hai mai dato queste emozioni, almeno non tante tutte
insieme e in maniera così forte.
Si
dice che quando hai tempo per leggere il libro che stai leggendo,
ovviamente un libro che ti prende tanto,quando arriva quel momento,
sei contento perché è come se dopo la tua giornata è arrivato il
momento in cui torni dall'amante che ti sta aspettando, perché non
vedi appunto l'ora di continuare a leggerlo, bè ieri quando sono
tornata a casa dopo una serata con gli amici e sapevo che avrei
letto ancora i tuoi racconti oltre questa sensazione ho avuto
addirittura una stretta allo stomaco, come quando sta arrivando il
tuo amante... e sei emozionata...
Non
sto esagerando credimi, semplicemente ti sto dicendo tutto quello
che mi ha fatto provare leggere quello che hai scritto...
(Silvia,
commento ai racconti di Intrighi, Maggio 2005)
Mi
piacciono i tuoi testi. Molto "abbandonati" ,intensi,veri, in
una scrittura secca ma densa. Di solito così scrivono solo le donne.
Raramente i giovani. Soprattutto se uomini. Guarda che è un complimento!
Sono
Lidia e leggo tanta poesia. Alla mia età è una gioia ancora viva.
BRAVO!
(Lidia,
commento ai testi pubblicati nella mia home page, Dicembre 2004)
Un
bel raccontino breve, ricco di spunti divertenti. Una sosia, una storia
d'amore naufragata dal principio e l'analisi fredda e attenta di ciò
che il protagonista osserva: la vita sciatta e noiosa di un paesino
dell'hinterland milanese. Quando lo squallore diventa divertente...
(Luigi
De Luca, commento a BAR AGNELLO sul sito www.aphorism.it)
“Mario Frighi e Mauro
Righi, o Mario Righi e Mauro Frighi? Molto semplicemente: Intrighi. Due
autori così diversi da combaciare
agli antipodi. Una raccolta di racconti ben congegnata, ricca di volti e
personaggi della vita di tutti i giorni. Pagine
che potrebbero essere la cronaca cui assistiamo normalmente, sfoghi che
ci affollano i pensieri nelle lunghe attese in fila in automobile. La
città e i suoi mostri, nelle storie di Mauro Righi, cinico e ironico
come solo la consapevolezza della quotidianità riesce ad essere. Il
piacere di scrivere e una fluente prosa che parla di sé stessa,
dimenticando schemi e contrapponendosi alle moderne tendenze
linguistiche/letterarie, nei racconti di Mario Frighi.”
(Nunzio
Fiore, recensione si Intrighi sul sito ROTTANORDOVEST,
maggio 2004)
“I confini
dell’anima è una poesia tagliente, nella quale si sente presente
l’epoca in cui viviamo con le sue aritmie e i suoni metallici nei
quali è immersa”
(Vincenzo
Rezzuti, commento alla poesia I CONFINI DELL’ANIMA aprile 1998)
"Il pubblico applaude, ma noi siamo sordi nell'improvviso
calar del sipario - Si è chiuso così, tra gli applausi del pubblico
presente, il reading di poesia organizzato l'altra sera al Centro
Sociale di S. Donato Milanese che ha visto protagonisti Mauro Righi
(autore di racconti e poesie e collaboratore della rivista
"Racconti e Letteratura"), Giuliano Maspero (attore e poeta
con diverse esperienze teatrali) e la giovane artista tuttofare Silfo
(poetessa, scultrice e danzatrice).Lo spettacolo, intitolato, non a
caso, NON E’ RETORICA, è il frutto di una collaborazione nata di
recente tra artisti diversi animati dalla stessa passione per l'arte e
la poesia che ha trovato, nel Centro Sociale di S. Donato, una struttura
pronta ad accogliere esperienze teatrali in qualche modo insolite.
In una scenografia essenziale ma suggestiva, sono stati letti testi di
Allen Ginsberg (interpretati con grande intensità da Giuliano Maspero),
Machado e Andrea Pazienza alternati alle composizioni di Maspero (BEAT
GENERATION ANNI 90), Righi (notevole la sua voce e LA FINESTRA DI CASA
MIA) e Silfo (VOGLIO UN SOGNO DI CUI POSSA ESSERE RE una delle sue
composizioni più riuscite), il tutto intervallato da divertenti sketch
e accompagnamenti musicali.Alla fine applausi equamente distribuiti per
un'esperienza senza dubbio riuscita.”
(Articolo
di Mario Frighi apparso su RACCONTI E LETTERATURA del luglio 1998)
“Mia figlia sta
dormendo e io l’osservo al buio: non puoi immaginare quanto lei si
contorce e rigira nel sonno, quali parole sconnesse tira fuori, che
risate, che incubi… Non posso sapere con chi o cosa lei sta
combattendo. So però che vincerà ancora e domattina avrà un sorriso
radioso. Ecco, leggendo le tue poesie ho pensato a mia figlia, ai suoi
drammi notturni, a quanto è bella e riposata il mattino dopo. Ti sento
già avanti, Mauro, oltre quell’insofferenza di cui scrivi.
Complimenti.”
(Loris
Bigotto, commento del 13 ottobre 1999 alla raccolta di poesie UN ATTIMO
DI SILENZIO)
"Intrighi è una raccolta che tratta il reale: le cose così
come sono per l’autore, lasciando intendere come dovrebbero essere,
creando l’ipotesi di un dubbio sulla validità di certo costume
sociale e psicologico, a volte invalidando i processi di formazione di
alcuni schemi esistenziali. […] “Ognuno di noi è una storia”
scrive Mauro Righi. Questa convinzione è alla base dei suoi racconti
della zona milanese, dove il grigio è il colore predominante in una
scala cromatica che contempla solo sfumature di grigio: grigi i giorni,
grigie le persone e, pare, grigia la vita. Così, a volte, alcuni
personaggi di Mauro, cercano una via di scampo da tanto grigiore e
magari la trovano solo in cima al Duomo di Milano, magari non ne sono
consapevoli e lo diventano per caso scontrandosi con l’altrui
consapevolezza. L’autore ha l’occhio attento, le descrizioni
risultano brevi ma efficaci, lo stile è veloce, puntuale, le
informazioni, fornite in rapidità, contribuiscono a creare
“spaccati” di vita, quadri di quartiere, affreschi di sogni e
speranze traditi, di nostalgie affoganti. Così in LADY SODOMA ED ALTRE
STORIE si segue la vita dei giovani di un quartiere di periferia nel
corso degli anni. In CARA R. l’accento si pone con insistenza su una
disperata ricerca di chiarificazione e comprensione in un contesto di
annullamento dei rapporti interpersonali, mentre la paura di una vita
comunemente di routine e di omogeneizzazione allo standard, predomina in
MARACAIBO, MARE FORZA NOVE, FUGGIRE SI MA DOVE? E via così, passando
per VIA PRINETTI ANGOLO VIA PADOVA con una sosta al BAR AGNELLO, vengono
offerti al lettore spunti per riflessioni e insieme la possibilità di
godere uno stile diretto, arricchito da espressioni “colorite” in
tono con lo spirito dei racconti. Una raccolta dunque strettamente
connessa ai fatti della vita così come tanti la conoscono e la vivono,
vita trattata senza sbavature, senza contorcimenti nella trama dei
racconti, ma con riferimenti ottenuti fornendo indicazioni fondamentali
che non permettono fraintendimenti, il che denota la capacità e la
volontà degli autori di farsi comprendere, di comunicare al lettore la
visione dei propri mondi.”
(Daniela
Manzini Kuschnig, prefazione a INTRIGHI ottobre 1999)
"Catturi il lettore con una retorica fluida ed Intrigante,
sotto l’apparente semplicità non capisco se si nasconde un talento
(scrivi così senza fatica?) oppure un grosso esercizio di stile (lima,
taglia e cuci).”
(Dante
Basili, commento a INTRIGHI gennaio 2000)
“Mauro
Righi è riuscito a intrigarmi con i suoi Intrighi. E il suo linguaggio,
giovane, mi ricorda quando, più giovane, lo ascoltavo scandalizzata da
mio figlio. Ora è diventato
anche il mio. In tutti i suoi racconti mi ha colpito la bravura nel
rappresentare il vuoto tremendo del quotidiano, quell’angoscia
ovattata che caratterizza la vita d’oggi. Almeno la vita di molti. A
fine lettura si possono dimenticare le trame, i personaggi, i luoghi ma
non l’emozione che hanno lasciato dentro. Un suggerimento: aggiungete
altri racconti e affidate il libro a un editore capace di capirlo e di
commercializzarlo. E’ un peccato riservarlo a pochi.”
(Teresa
Bertotti Ruffinelli, commento a INTRIGHI gennaio 2000)
“L’idea è buona,
lo stile è quello che conosciamo, c’è aggressività e senso
dell’umorismo, forse manca solo quella cattiveria che contraddistingue
gli scritti di Mauro. Ma Mauro ormai è un manager, starà mettendo su
casa e pancetta e non è più quel ventenne incazzato. Il suo articolo
mi lascia quella piacevole quanto amara sensazione di aver letto
qualcosa di molto bello che con poco di più avrebbe potuto persino
diventare leggenda.”
(Raffaele
Gambigliani Zoccoli, commento alla MORALE DELLA FRAGOLA del gennaio
2000)
“Mauro
a tema libero, come diceva un vecchio spot “con quella bocca può dire
ciò che vuole”, nel primo numero era stato semiduro (parlo del
contenuto dell’articolo ovviamente), nel secondo ha fatto il tenerone,
adesso dovrebbe incazzarsi o almeno lo spero perché è in quella veste
che il Mauro rende di più.”
(Mario
Frighi, commento alla MORALE DELLA FRAGOLA nell’aggiornamento di marzo
2000 di RACCONTI E LETTERATURA)
“Mi
ha convinto il ritmo. Come in alcuni scritti di Mauro ha questa capacità
di tenere il lettore incollato alle pagine. Ci sono punti molto belli
come alla fine, quando il protagonista comincia con la selva di
autointerrogativi. Viene voglia di entrare nel racconto e di continuare
a farsi quelle domande.
La storia però è stra-sentita, stra-nota, stra-scritta, Mauro lo sa e
sembra non farsene cruccio, e per funzionare ha bisogno di quelle
intuizioni narrative che l’autore è capace di trovare.”
(Raffaele
Gambigliani Zoccoli, commento a SERVIZIO DI SEGRETERIA TELEFONICA giugno
2000)
“Per
restare in tema ho preferito leggere il tuo racconto sulla tazza (del
water) e l’ho apprezzato ancora di più. Non è facile trattare questo
tema senza cadere nel volgare e tu ci sei riuscito, anzi non è una
battuta, è uno dei tuoi racconti più puliti. Poi non c’è
un’imperfezione grammaticale e allora cazzo, io cosa ci sto a fare se
non sbagli più niente?Il titolo, ma questa è una tua caratteristica,
è sempre centrato, chissà dove li trovi.”
(Mario
Frighi, commento a IL MONDO DIETRO IL VETRO, ottobre 2000)
"Je
me suisi beaucoup amusé à la lecture de votre nouvelle sur le Mundial.
C’est un toon que j’amerai trouvez plus souvent dans la littérature
française (quotidien, drole, melancolique).”
(Franck
Resplandy commento del 18 febbraio 2001 al racconto ITALIA _ FRANCIA AI
CALCI DI RIGORE)
"A volte
l’incontro casuale con qualcuno può lasciare il segno. Al BAR AGNELLO
avviene un incontro che definire folgorante forse è eccessivo, ma certo
non è trascurabile. C’è molta poesia nel tuo racconto, anche se poco
traspare, dato lo squallore dell’ambiente e la rozzezza delle figure
che lo animano. Figure che si fanno subito amare per l'umanità profonda
con cui si presentano a noi. E’ un lavoro questo che si fa apprezzare
anche per la lettura scorrevole e per la scrittura pulita”
(Fargo,
commento del 29 aprile 2002 al racconto BAR AGNELLO)
“Immagini
di quotidiana alienazione metropolitana, storie di normale follia
urbana, di nevrosi e di malessere contemporaneo. Sullo sfondo, e non
solo sullo sfondo, una Milano dal volto opaco, anonimo, grigio di una
specie di sala da esperimenti di laboratorio, dove la cavia è senza
saperlo l’uomo. Sopra ogni anti-valore, quello dell’anonimato,
accanto a quello di lotta animale per sopravvivere e per sopraffare
l’altro. Nessun interesse per il prossimo, benché ciascuno porti
dentro di se un disperato appello all’altro, che nel rumore della
società indaffarata non si ode. Trappole esistenziali che ingabbiano
l’uomo moderno, una sorta di beffardo destino che lo lega ad
un’assurda routine, a un’esistenza meccanizzata. Vi è una sorda e
latente rivolta, da parte dell’autore, contro la mortificazione
quotidiana dell’uomo, un graffiante risentimento contro
l’abbrutimento che può spingere un uomo a inseguire una sconosciuta
fin sotto la porta di casa, identificandosi con il mostro (come nel
racconto LA STORIA DI MARISA), oppure a spostare una macchina con il
cadavere dentro per far tornare a scorre il traffico come in VIA
PRINETTI ANGOLO VIA PADOVA, oppure a cercare l’ascolto di una donna
qualunque in uno squallido ufficio comunale venuta per chiedere una
certa pratica e non altro, come in IL COMPROMESSO (PRATICA 2457/BIS) uno
dei suoi migliori racconti. Lo stile è sciolto, rapido, realistico, e
inoltre diretto, immediato e graffiante. Nell’autore c’è
un’attenzione alle solitudini dell’uomo moderno, ai segreti
inviolabili delle personalità, al dramma di chi è costretto a celare
la sua vera identità, e la sua fame di amore, di attenzione e di
ascolto, dietro una fredda e cinica corazza di automa.”
(Roberto Caracci, appunti per la presentazione di INTRIGHI al
salotto letterario Caracci, febbraio 2002)
“Questa sera esco. Questa sera esco e vado a farmi succedere
qualcosa su cui scrivere. Questa sera esco. Non sto in casa. I muri
della mia stanza mi cascano addosso. Il soffitto mi opprime, anche se
questa estate io e la mia fidanzata ci abbiamo incollato le stelle
fosforescenti. Le abbiamo messe come la costellazione dell’orsa
maggiore. Non è l’idea più originale del mondo ma dove viviamo il
cielo non si vede. Dalla finestra della camera si vede la tangenziale. E
i palazzi di fronte. Come panorama non è un granché ma questa sera il
cielo al tramonto, si è incendiato di rosso. E dopo un po’ ti ci
abitui. Ai tramonti. E alla tangenziale. E al fatto che non sai come si
chiama il tuo vicino di casa. E che il tuo amico che conosci da quando
sei nato e che abita nel portone dopo il tuo per chiederti di uscire ti
manda un SMS. Alla fine ti ci abitui. Agli SMS. E agli amici. Comunque
questa sera esco. Questo è un dato di fatto. Esco e vado a vivere
qualcosa che poi finirà nei miei racconti. Non so.”
(Mauro
Righi pensando al suo modo di scrivere settembre 2002)
"Un buon racconto che dosa sapientemente i ritmi narrativi,
lasciando che la storia si racconti da sola e i protagonisti danzino
dentro uno spazio delimitato di sguardi sensazioni e movimenti"
(Giulio Perrone direttore de IL FILO parlando del racconto LA STORIA
DI MARISA, Gennaio 2003)
Righi Mauro © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
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