CURRICULUM LETTERARIO  

Pubblicazioni personali

Un attimo di silenzio – raccolta di poesie edita da KULT VIRTUAL PRESS

Intrighi – raccolta di racconti autoprodotto insieme all’amico e quasi omonimo Mario Frighi

   

Slam Poetry

2° classificato al Poetry Slam della Scighera Marzo 2008

Finalista al Poetry Slam dell'Osteria Sottovento - Pavia

 

Premi

1° classificato al Premio Letterario “I senza nome”

4° classificato al Premio Letterario “Parole per Comunicare”

4° classificato al Premio Letterario "Penna d'Autore 2002"

5° classificato al Premio Letterario "Victor Hugo"

Diploma di merito “L’arte fra letteratura e cinema”

Premio speciale scrittura moderna “Il groviglio dei sentieri”

Segnalato di merito al Premio Letterario "Tra le parole e l'infinito"

Segnalato di merito al Premio Letterario “La Cittadella 2001”

Segnalato di merito al Premio Letterario “La Cittadella 2002”

Segnalato di merito al Premio Letterario "Falesia 2003"

Segnalato di merito al Premio “Poesia Fitel Nazionale”

Finalista al premio “Parole di carta”

Finalista al premio “Un messaggio in bottiglia”

Finalista al premio “Le Agavi - Città di Scilla”

Finalista al premio “Penna d’autore 2002"

Finalista al premio "Anna Maria Ortese" 

Finalista al premio "Officina dell'arte" 

 

 

Pubblicazioni in antologie  

Boccioli di poesia – ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MUSICA, pag. 8

Edizioni internetARTECOM, pag 34

Cesare perduto nella pioggia – MICHELE DI SALVO EDITORE, pag 112

Racconti d’evasioneSOQQUADDRO, pag 139

Antologia del premio letterario “I fiori 2001”EDIZIONI FIORI DI CAMPO, pag 270  

Parol&note - STAMPA ALTERNATIVA, CD ROM interattivo lettera R

Parole per comunicare - QUADERNI GRASSANESI, pag 18

Parole di carta – MARSILIO EDITORE

La Biblioteca dell’inedito 2004 – EDIZIONI IL FILO, CD ROM interattivo lettera R

L'anima in versi 2005 - AGAR EDIZIONI pag 140

Rac-corti - GIULIO PERRONE EDITORE pag 153

 

Pubblicazioni in riviste

Addiction – numero 10, luglio 1999, pag 65

WOW world of web – numero 4 , gennaio 2000, pag 58

Spiragli – numero 3, marzo 2001, pag 47

Spiragli – numero 1, marzo 2002, pag 18  

Il foglio clandestino - numero 45, maggio 2002, pag 41

Prospektiva - numero 43, maggio 2005

 

Altre attività letterarie  

Marzo 2004

Fondatore insieme ad altri amici degli O.P.M. (organismi Poeticamente        Modificati) un gruppo di scrittori, poeti, musicisti ed attori. Realizzazione di una serie di performance poetico musicali

Dicembre 2003

Redattore di Dadam@g, curatore della sezione poesia

Gennaio 1998 / Novembre 2002

Redattore di RACCONTI & LETTERATURA, curatore della sezione poesia, realizzazione di interviste e della rubrica LA MORALE DELLA FRAGOLA.

Settembre 2002-09-15

Realizzazione insieme ad altri amici scrittori con lo pseudonimo di Mauro Giaciglio, del manifesto letterario goliardico La Cerchia dei Poeti Resistenzialisti

Settembre 2000 / settembre 2001

Conduzione della striscia radiofonica settimanale LA MORALE DELLA FRAGOLA, cazzeggio letterario e consigli di lettura all’interno del programma radiofonico di Daniela Colucci su RADIO PUNTO ZERO

Luglio 1998

Ideazione e lettura dei testi all’interno dello spettacolo teatrale NON E’ RETORICA

 

Commenti e critiche letterarie

 

Cavolo, è sempre bello leggere i tuoi "resoconti". Leggi e leggi e alla fine ti viene quella pelle d'oca e quella strana voglia di vivere, che un momento fa avevi tirato giù nel cesso con un solo gesto.
E' incredibile come una persona possa passare la sua domenica pomeriggio a girare internet cercando su google "mauro righi".
Tanto perchè non riesci a far nient'altro che leggere qualcosa che ti tiri un pò su di morale, che ti faccia venire quella voglia d'infinito che ogni volta i tuoi racconti e i tuoi "resoconti" riescono a suscitarmi.
Ti dico una cosa, credo sia qualcosa di ipocrita pensare di scrivere per se stessi, credo che ci siano delle persone che debbano scrivere per gli altri.
C'è chi ne ha la possibilità, anzi credo che tutti ne abbiano la possibilità, perchè al mondo ci sono troppe teste e credo essenzialmente che se un qualcosa che hai scritto riesce a suscitare emozioni anche ad una sola persona, il tuo eco di scrittore può pavoneggiarsi e crescere smisuratamente, magari aiutato anche da qualche piccolo commento positivo.
Ti ringrazio Mauro.
p.s
ho perso un momento della tua vita, come hai fatto a sposarti? cos'è successo?
Buona vita...

(James, Commento al mio "resoconto" sul concerto di Vasco Rossi, settembre  2007)

A volte non c'è tempo per lunghe letture eppure la necessità rimane. La lettura è una rincorsa, la parola scritta capace di esistere tenendosi in piedi, di inventare universi credibili e udibili è ossessione da inseguire, costante, ripetitiva, quotidiana. Riempire di parole l'ordinarietà, cercare sinfonie o dodecafonie capaci di creare quel brivido, di allontanare il sussulto di disagio che a volte la vita produce. All'improvviso, per un dettaglio sfasato, un momento in cui la consapevolezza si perde nei meandri dell'ordinarietà quotidiana. Che schiaccia, che blocca. Allora leggere è l'antidoto. Sempre. Da fare sempre. Anche scrivere, certo. Ma mai scrivere più di quello che si legge. E per questo, chi scrive o vuole scrivere deve leggere continuamente, senza sosta, senza stanchezza, senza esitazione. L'e-book ( sempre scaricabile gratuitamente, solo di quelli mi interessa parlare) supplisce a questa necessità grazie ai formati variabili che offrono letture in qualche modo organiche ma lunghissime, se si ha il tempo e il privilegio( che sono la stessa cosa) di potersele permettere, o molto brevi. Con formati davvero impensabili per pubblicazioni cartacee. Questa silloge di poesie di Mauro Righi, Un attimo di silenzio, scaricabile gratuitamente dal sito si Kult Virtual Press, è una lettura rapida ma non inutile, anzi: 

INDIETRO
Considero tutti i mondi possibili/immobili inebetiti/nel momento del ritorno/ su piste già segnate/ dal passaggio inconsistente/ di mezze verità sopravvissute.

Poesie che appartengono di certo a periodi diversi della vita dell'autore. Si sente da subito un bisogno di assoluto, una tensione quasi mistica, che nelle prime poesie si manifesta con leggerezza , con un fluire senza intoppi della parola poetica che si avvicina di più alla canzone, con qualche ingenuità, qualche scivolata, mentre, a seguire, questa tensione trova la strada, sviluppa un'apertura pacificata e pacificante

VIVI DI SILENZIO

...vivi di silenzio perché/il segreto dell'immortalità/verrà rivelato/solo a chi sa morire da vivo

Influenze accentuate delle filosofie orientali rendono la lingua più asciutta, il risultato poetico profondamente convincente, in un crescendo che si legge con piacere e che induce a riflettere, a soffermarsi sulle pagine, a ripensare a quella intuizione antichissima, che scava tendendo alla sottrazione, al vuoto, al meno, al lasciare andare, al non trattenere niente, al somigliare al fiume. QUELLA intuizione resa contemporanea con brevi tocchi sapienti.  So che l'autore ha una suo sito internet che permette di saperne di più sulle sue molteplici attività (Francesca Mazzuccato, commento alla raccolta di poesie "Un attimo di silenzio" - Gennaio 2006)

 

Ho visitato il tuo sito e m'è venuta proprio voglia di scriverti anche se in verità le poesie non mi sono piaciute un granchè; le trovo noiose,  lente e un tantino autocompiaciute.
I quadri non son male, ma  son  troppo simpatici per esser veramente belli, e poi si sente di più la forza delle idee che non quella del gesto pittorico vero e proprio, ma forse qui può anche pesare la resa sullo schermo del computer, e magari sto solo dicendo una grossa cazzata. Ho apprezzato di più lo spirito di morale della fragola che mi ha davvero appassionato perchè è molto pungente e brioso; certe cose strappano il sorriso e ho chiamato mia moglie che era in cucina a lavare i piatti per fargliele ascoltare.
Quando ho visto la macchina da scrivere di Bukowski nella pagina iniziale ho pensato, " Questo è il tipo giusto " e così ti ho scritto e anche se sono stato un po' critico devo ammettere che sai comunque colpire per la vitalità che esprimi, poesie a parte.
Però i premi e i titoli te li puoi giusto mettere in quel posto !!
Beh, adesso ho finito. Voglio ancora dirti che anch'io scrivo e dipingo;
scrivo meglio di te e dipingo niente male. 

(Corrado, Commento al sito, agosto 2005)

 

 

...allora partiamo dal fatto che il tuo modo di scrivere mi fa impazzire, prima di tutto perché sei un grande e poi forse anche perché mi ci ritrovo molto nel tuo modo di "parlare"..

I tuoi racconti a parte il fatto che sono originali, (ma anche l'idea di come scrivere il libro è originale), mi hanno fatto commuovere, ridere e se vogliamo anche innervosire.

Un libro non mi hai mai dato queste emozioni, almeno non tante tutte insieme e in maniera così forte.

Si dice che quando hai tempo per leggere il libro che stai leggendo, ovviamente un libro che ti prende tanto,quando arriva quel momento, sei contento perché è come se dopo la tua giornata è arrivato il momento in cui torni dall'amante che ti sta aspettando, perché non vedi appunto l'ora di continuare a leggerlo, bè ieri quando sono tornata a casa dopo una serata con gli amici e sapevo che avrei letto ancora i tuoi racconti oltre questa sensazione ho avuto addirittura una stretta allo stomaco, come quando sta arrivando il tuo amante... e sei emozionata...

Non sto esagerando credimi, semplicemente ti sto dicendo tutto quello che mi ha fatto provare leggere quello che hai scritto...

(Silvia, commento ai racconti di Intrighi, Maggio 2005)

 

Mi piacciono i tuoi testi. Molto "abbandonati" ,intensi,veri, in una scrittura secca ma densa. Di solito così scrivono solo le donne. Raramente i giovani. Soprattutto se uomini. Guarda che è un complimento!

Sono Lidia e leggo tanta poesia. Alla mia età è una gioia ancora viva.

BRAVO!

(Lidia, commento ai testi pubblicati nella mia home page, Dicembre 2004)

 

Un bel raccontino breve, ricco di spunti divertenti. Una sosia, una storia d'amore naufragata dal principio e l'analisi fredda e attenta di ciò che il protagonista osserva: la vita sciatta e noiosa di un paesino dell'hinterland milanese. Quando lo squallore diventa divertente...

(Luigi De Luca, commento a BAR AGNELLO sul sito www.aphorism.it)

 

Mario Frighi e Mauro Righi, o Mario Righi e Mauro Frighi? Molto semplicemente: Intrighi. Due autori così diversi da combaciare agli antipodi. Una raccolta di racconti ben congegnata, ricca di volti e personaggi della vita di tutti i giorni. Pagine che potrebbero essere la cronaca cui assistiamo normalmente, sfoghi che ci affollano i pensieri nelle lunghe attese in fila in automobile. La città e i suoi mostri, nelle storie di Mauro Righi, cinico e ironico come solo la consapevolezza della quotidianità riesce ad essere. Il piacere di scrivere e una fluente prosa che parla di sé stessa, dimenticando schemi e contrapponendosi alle moderne tendenze linguistiche/letterarie, nei racconti di Mario Frighi.”  

(Nunzio Fiore, recensione si Intrighi sul sito ROTTANORDOVEST, maggio 2004)  

 

I confini dell’anima è una poesia tagliente, nella quale si sente presente l’epoca in cui viviamo con le sue aritmie e i suoni metallici nei quali è immersa”

(Vincenzo Rezzuti, commento alla poesia I CONFINI DELL’ANIMA aprile 1998)  

 

"Il pubblico applaude, ma noi siamo sordi nell'improvviso calar del sipario - Si è chiuso così, tra gli applausi del pubblico presente, il reading di poesia organizzato l'altra sera al Centro Sociale di S. Donato Milanese che ha visto protagonisti Mauro Righi (autore di racconti e poesie e collaboratore della rivista "Racconti e Letteratura"), Giuliano Maspero (attore e poeta con diverse esperienze teatrali) e la giovane artista tuttofare Silfo (poetessa, scultrice e danzatrice).Lo spettacolo, intitolato, non a caso, NON E’ RETORICA, è il frutto di una collaborazione nata di recente tra artisti diversi animati dalla stessa passione per l'arte e la poesia che ha trovato, nel Centro Sociale di S. Donato, una struttura pronta ad accogliere esperienze teatrali in qualche modo insolite.
In una scenografia essenziale ma suggestiva, sono stati letti testi di Allen Ginsberg (interpretati con grande intensità da Giuliano Maspero), Machado e Andrea Pazienza alternati alle composizioni di Maspero (BEAT GENERATION ANNI 90), Righi (notevole la sua voce e LA FINESTRA DI CASA MIA) e Silfo (VOGLIO UN SOGNO DI CUI POSSA ESSERE RE una delle sue composizioni più riuscite), il tutto intervallato da divertenti sketch e accompagnamenti musicali.Alla fine applausi equamente distribuiti per un'esperienza senza dubbio riuscita.”

(Articolo di Mario Frighi apparso su RACCONTI E LETTERATURA del luglio 1998)

 

“Mia figlia sta dormendo e io l’osservo al buio: non puoi immaginare quanto lei si contorce e rigira nel sonno, quali parole sconnesse tira fuori, che risate, che incubi… Non posso sapere con chi o cosa lei sta combattendo. So però che vincerà ancora e domattina avrà un sorriso radioso. Ecco, leggendo le tue poesie ho pensato a mia figlia, ai suoi drammi notturni, a quanto è bella e riposata il mattino dopo. Ti sento già avanti, Mauro, oltre quell’insofferenza di cui scrivi. Complimenti.”

(Loris Bigotto, commento del 13 ottobre 1999 alla raccolta di poesie UN ATTIMO DI SILENZIO)  

 

"Intrighi è una raccolta che tratta il reale: le cose così come sono per l’autore, lasciando intendere come dovrebbero essere, creando l’ipotesi di un dubbio sulla validità di certo costume sociale e psicologico, a volte invalidando i processi di formazione di alcuni schemi esistenziali. […] “Ognuno di noi è una storia” scrive Mauro Righi. Questa convinzione è alla base dei suoi racconti della zona milanese, dove il grigio è il colore predominante in una scala cromatica che contempla solo sfumature di grigio: grigi i giorni, grigie le persone e, pare, grigia la vita. Così, a volte, alcuni personaggi di Mauro, cercano una via di scampo da tanto grigiore e magari la trovano solo in cima al Duomo di Milano, magari non ne sono consapevoli e lo diventano per caso scontrandosi con l’altrui consapevolezza. L’autore ha l’occhio attento, le descrizioni risultano brevi ma efficaci, lo stile è veloce, puntuale, le informazioni, fornite in rapidità, contribuiscono a creare “spaccati” di vita, quadri di quartiere, affreschi di sogni e speranze traditi, di nostalgie affoganti. Così in LADY SODOMA ED ALTRE STORIE si segue la vita dei giovani di un quartiere di periferia nel corso degli anni. In CARA R. l’accento si pone con insistenza su una disperata ricerca di chiarificazione e comprensione in un contesto di annullamento dei rapporti interpersonali, mentre la paura di una vita comunemente di routine e di omogeneizzazione allo standard, predomina in MARACAIBO, MARE FORZA NOVE, FUGGIRE SI MA DOVE? E via così, passando per VIA PRINETTI ANGOLO VIA PADOVA con una sosta al BAR AGNELLO, vengono offerti al lettore spunti per riflessioni e insieme la possibilità di godere uno stile diretto, arricchito da espressioni “colorite” in tono con lo spirito dei racconti. Una raccolta dunque strettamente connessa ai fatti della vita così come tanti la conoscono e la vivono, vita trattata senza sbavature, senza contorcimenti nella trama dei racconti, ma con riferimenti ottenuti fornendo indicazioni fondamentali che non permettono fraintendimenti, il che denota la capacità e la volontà degli autori di farsi comprendere, di comunicare al lettore la visione dei propri mondi.”  

(Daniela Manzini Kuschnig, prefazione a INTRIGHI ottobre 1999)  

 

"Catturi il lettore con una retorica fluida ed Intrigante, sotto l’apparente semplicità non capisco se si nasconde un talento (scrivi così senza fatica?) oppure un grosso esercizio di stile (lima, taglia e cuci).”

(Dante Basili, commento a INTRIGHI gennaio 2000)  

 

“Mauro Righi è riuscito a intrigarmi con i suoi Intrighi. E il suo linguaggio, giovane, mi ricorda quando, più giovane, lo ascoltavo scandalizzata da mio figlio. Ora è diventato anche il mio. In tutti i suoi racconti mi ha colpito la bravura nel rappresentare il vuoto tremendo del quotidiano, quell’angoscia ovattata che caratterizza la vita d’oggi. Almeno la vita di molti. A fine lettura si possono dimenticare le trame, i personaggi, i luoghi ma non l’emozione che hanno lasciato dentro. Un suggerimento: aggiungete altri racconti e affidate il libro a un editore capace di capirlo e di commercializzarlo. E’ un peccato riservarlo a pochi.”  

(Teresa Bertotti Ruffinelli, commento a INTRIGHI gennaio 2000)  

 

“L’idea è buona, lo stile è quello che conosciamo, c’è aggressività e senso dell’umorismo, forse manca solo quella cattiveria che contraddistingue gli scritti di Mauro. Ma Mauro ormai è un manager, starà mettendo su casa e pancetta e non è più quel ventenne incazzato. Il suo articolo mi lascia quella piacevole quanto amara sensazione di aver letto qualcosa di molto bello che con poco di più avrebbe potuto persino diventare leggenda.”

(Raffaele Gambigliani Zoccoli, commento alla MORALE DELLA FRAGOLA del gennaio 2000)  

 

“Mauro a tema libero, come diceva un vecchio spot “con quella bocca può dire ciò che vuole”, nel primo numero era stato semiduro (parlo del contenuto dell’articolo ovviamente), nel secondo ha fatto il tenerone, adesso dovrebbe incazzarsi o almeno lo spero perché è in quella veste che il Mauro rende di più.”

(Mario Frighi, commento alla MORALE DELLA FRAGOLA nell’aggiornamento di marzo 2000 di RACCONTI E LETTERATURA)  

 

“Mi ha convinto il ritmo. Come in alcuni scritti di Mauro ha questa capacità di tenere il lettore incollato alle pagine. Ci sono punti molto belli come alla fine, quando il protagonista comincia con la selva di autointerrogativi. Viene voglia di entrare nel racconto e di continuare a farsi quelle domande. La storia però è stra-sentita, stra-nota, stra-scritta, Mauro lo sa e sembra non farsene cruccio, e per funzionare ha bisogno di quelle intuizioni narrative che l’autore è capace di trovare.”  

(Raffaele Gambigliani Zoccoli, commento a SERVIZIO DI SEGRETERIA TELEFONICA giugno 2000)  

 

“Per restare in tema ho preferito leggere il tuo racconto sulla tazza (del water) e l’ho apprezzato ancora di più. Non è facile trattare questo tema senza cadere nel volgare e tu ci sei riuscito, anzi non è una battuta, è uno dei tuoi racconti più puliti. Poi non c’è un’imperfezione grammaticale e allora cazzo, io cosa ci sto a fare se non sbagli più niente?Il titolo, ma questa è una tua caratteristica, è sempre centrato, chissà dove li trovi.”

(Mario Frighi, commento a IL MONDO DIETRO IL VETRO, ottobre 2000)

 

"Je me suisi beaucoup amusé à la lecture de votre nouvelle sur le Mundial. C’est un toon que j’amerai trouvez plus souvent dans la littérature française (quotidien, drole, melancolique).”

(Franck Resplandy commento del 18 febbraio 2001 al racconto ITALIA _ FRANCIA AI CALCI DI RIGORE)  

 

"A volte l’incontro casuale con qualcuno può lasciare il segno. Al BAR AGNELLO avviene un incontro che definire folgorante forse è eccessivo, ma certo non è trascurabile. C’è molta poesia nel tuo racconto, anche se poco traspare, dato lo squallore dell’ambiente e la rozzezza delle figure che lo animano. Figure che si fanno subito amare per l'umanità profonda con cui si presentano a noi. E’ un lavoro questo che si fa apprezzare anche per la lettura scorrevole e per la scrittura pulita” 

(Fargo, commento del 29 aprile 2002 al racconto BAR AGNELLO)  

 

“Immagini di quotidiana alienazione metropolitana, storie di normale follia urbana, di nevrosi e di malessere contemporaneo. Sullo sfondo, e non solo sullo sfondo, una Milano dal volto opaco, anonimo, grigio di una specie di sala da esperimenti di laboratorio, dove la cavia è senza saperlo l’uomo. Sopra ogni anti-valore, quello dell’anonimato, accanto a quello di lotta animale per sopravvivere e per sopraffare l’altro. Nessun interesse per il prossimo, benché ciascuno porti dentro di se un disperato appello all’altro, che nel rumore della società indaffarata non si ode. Trappole esistenziali che ingabbiano l’uomo moderno, una sorta di beffardo destino che lo lega ad un’assurda routine, a un’esistenza meccanizzata. Vi è una sorda e latente rivolta, da parte dell’autore, contro la mortificazione quotidiana dell’uomo, un graffiante risentimento contro l’abbrutimento che può spingere un uomo a inseguire una sconosciuta fin sotto la porta di casa, identificandosi con il mostro (come nel racconto LA STORIA DI MARISA), oppure a spostare una macchina con il cadavere dentro per far tornare a scorre il traffico come in VIA PRINETTI ANGOLO VIA PADOVA, oppure a cercare l’ascolto di una donna qualunque in uno squallido ufficio comunale venuta per chiedere una certa pratica e non altro, come in IL COMPROMESSO (PRATICA 2457/BIS) uno dei suoi migliori racconti. Lo stile è sciolto, rapido, realistico, e inoltre diretto, immediato e graffiante. Nell’autore c’è un’attenzione alle solitudini dell’uomo moderno, ai segreti inviolabili delle personalità, al dramma di chi è costretto a celare la sua vera identità, e la sua fame di amore, di attenzione e di ascolto, dietro una fredda e cinica corazza di automa.”  

(Roberto Caracci, appunti per la presentazione di INTRIGHI al salotto letterario Caracci, febbraio 2002)  

 

“Questa sera esco. Questa sera esco e vado a farmi succedere qualcosa su cui scrivere. Questa sera esco. Non sto in casa. I muri della mia stanza mi cascano addosso. Il soffitto mi opprime, anche se questa estate io e la mia fidanzata ci abbiamo incollato le stelle fosforescenti. Le abbiamo messe come la costellazione dell’orsa maggiore. Non è l’idea più originale del mondo ma dove viviamo il cielo non si vede. Dalla finestra della camera si vede la tangenziale. E i palazzi di fronte. Come panorama non è un granché ma questa sera il cielo al tramonto, si è incendiato di rosso. E dopo un po’ ti ci abitui. Ai tramonti. E alla tangenziale. E al fatto che non sai come si chiama il tuo vicino di casa. E che il tuo amico che conosci da quando sei nato e che abita nel portone dopo il tuo per chiederti di uscire ti manda un SMS. Alla fine ti ci abitui. Agli SMS. E agli amici. Comunque questa sera esco. Questo è un dato di fatto. Esco e vado a vivere qualcosa che poi finirà nei miei racconti. Non so.” 

(Mauro Righi pensando al suo modo di scrivere settembre 2002)  

 

"Un buon racconto che dosa sapientemente i ritmi narrativi, lasciando che la storia si racconti da sola e i protagonisti danzino dentro uno spazio delimitato di sguardi sensazioni e movimenti"

(Giulio Perrone direttore de IL FILO parlando del racconto LA STORIA DI MARISA, Gennaio 2003)

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