Sono nato nel 1974, sotto il segno dell'Acquario, nella periferia di Milano. La zona dove sono cresciuto e dove vivo é più simile ai film poliziotteschi degli anni '70 che non alla Milano da bere del famoso amaro, e credo che questo in un modo e nell'altro abbia influenzato la mia vita e la mia scrittura.

Fino all'età di sei anni comunque non succede molto ed io sono un bambino timido e riservato, non ho praticamente amici, non vado all'asilo. Il mio mondo ruota intorno ai Lego e alle macchinine e alla nonna che mi vizia, mi coccola e mi canta le canzoni della sua gioventù. Con l'inizio della scuola mi apro un pochino, i miei primi amici sono Stefano, Paolo, Marco. Ad oggi Marco resta la persona più allucinante che abbia mai conosciuto, all'età di sei anni, quando la maestra chiese: "Che cosa vi piacerebbe fare da grandi?" rispose: "Il paleontologo".

Ancora oggi io non so che cazzo sia un paleontologo ma sono quasi sicuro che Marco ce l'abbia fatta. Alle elementari c'é stato ovviamente anche il mio primo amore; Laura, che corrisponde anche al mio primo due di picche. Ripiegherò allora su Sonia più cicciottella ma anche più simpatica, con la quale scambio le prime coccole e i primi bacini.

Iniziano le scuole medie e con esse il mio primo pesante mutamento. I voti a scuola peggiorano, studiare non se ne parla. Gli amici di quegli anni sono Mirko, Stefano con il quale ho frequentato anche le scuole superiori, e Simone perso di vista a causa di un trasferimento con tutta la famiglia a Salerno. E' in quegli anni che si sviluppa la mia passione per la lettura: Hemingway, Moravia, Wilde, Poe che alterno a quella dei giornaletti per adulti e alla grande passione per la musica. Inizialmente i miei gusti sono un pò barbari, tipo Duran Duran e Spandau Ballet...

Poi arriva il momento delle prime decisioni irrevocabili: "che cosa fare dopo le medie?". E come spesso accade i dubbi amletici arrivano nei momenti meno opportuni quando iniziano a venirmi i foruncoli, la voce da uomo e mentre sto cercando di imparare a gestire questo corpo lungo e poco flessuoso con una scarsa propensione per lo sport e l'attività fisica. Inizia lo scazzo dei 14 anni che per me si concluderà verso i 24. Eppure nonostante tutto, la decisione per il mio futuro viene ponderata nel modo migliore. Al momento della compilazione del modulo mi volto verso Stefano e chiedo "Ma tu che cazzo fai dopo le medie?"

"Ragioneria"

"E dove?"

"A Milano, all'ITC FABIO BESTA, é nello stesso stabile di una scuola femminile"

"Vengo anche io... come si scrive Besta, con una o due t?"

E così, poco portato per la matematica e con la testa piena di dubbi arrivo alle superiori e in breve capisco che la strada per me sarà tutta in salita. Concludo il primo quadrimestre senza nemmeno una sufficienza, in compenso sono considerato uno dei più simpatici della classe, i miei amici sono i peggiori delinquenti della scuola e della zona. Faccio le mie esperienze in ambito alcool, droga e finalmente anche sesso e rock and roll. E' in questo periodo infatti che scopro di amare il rock anni '70: Doors, Led Zeppelin, AC/DC e tutti i cattivi in generale, scopro anche il blues di John Lee Hooker e il jazz di John Coltrain, Miles Davis, Dizzie Gillespie. Scopro anche che invece che andare a scuola é molto più divertente infilarsi in una sala biliardi... ci passo tutti i cinque anni delle superiori riuscendo a diventare un pessimo Ragioniere e un mediocre giocatore di stecca.

I miei amici di quegli anni sono il Budro (ex Stefano), il Restio, il Berta, il Mister (soprannominato così perché aveva un... come dire un... si insomma ce l'aveva grosso), il Bigio, il Guerra, il Pedro...

...ma sopratutto Efrem che diventerà il mio migliore amico.

Conosco anche Monica, che detto così sembra niente ma che invece é quasi tutto dal momento che contrariamente a tutte le previsioni molti anni più tardi diventerà mia moglie. 

Ma perdendomi fra i ricordi mi sono dimenticato di raccontarvi come ho iniziato a scrivere... dunque un giorno ero seduto negli ultimi banchi come sempre accanto al mio inseparabile amico Efrem. Io sono li, che ricordo stavo leggendo "Tipi psicologici" di Jung,  in quel periodo mi era venuta la mania della psicanalisi, ma pensando di essere troppo alternativo per Freud leggevo Jung. Beh insomma per farla breve mi giro e vedo Efrem tutto preso che scrive e scrive, lo osservo un pò poi gli chiedo:

"Cazzo stai facendo?"

"Sto scrivendo un libro"

Efrem é uno così, uno che ti dice "Sto scrivendo un libro" come se stesse facendo l'elenco della spesa.

"E di cosa parla?" domando.

"Vorrei che parlasse di tante cose, soprattutto della morale, della chiesa, delle case di ringhiera della periferia di Milano, di come solo qualche anno fa ci si metteva i pantaloni di velluto alla domenica... vorrei che fosse un romanzo ambientato negli anni '70, i protagonisti devono essere due ragazzi come noi..."

"A me piace scrivere lo sai, ti ho fatto leggere qualcosa, potrei darti una mano!" dico.

"Io vorrei che lo scrivessimo insieme...."

E così nasce la magica avventura di ANGELI DEL PENSIERO, il nostro romanzo che non riuscimmo mai a terminare ma che mi diede la spinta per iniziare a scrivere veramente. Efrem non scrisse mai più, io invece non mi fermai incentivato ed aiutato anche dal mio professore di Italiano, Gianluigi Zaina, l'unico professore che abbia mai apprezzato nella mia vita e che mi ha spinto a continuare dandomi un sacco di consigli e spingendomi a leggere il più possibile. Fu così che in quegli anni divorai tutto quello che mi passava per le mani, ma l'autore che stravolse il mio modo di concepire la scrittura fu Jack Kerouac. Fu sempre il professor Zaina a consigliarmelo, e la prima volta mi vergognai un pò di non sapere chi fosse ma mi informai e trovai in casa mia (ma come ci era arrivato?) "La città e la metropoli", il primo libro di Jack in cui non trovai nulla di eccezionale però il retro di copertina diceva: "L'opera prima di Jack Kerouac l'autore di SULLA STRADA, il libro che ha sconvolto una generazione".

In quel periodo in cui mi sconvolgevo parecchio, mi sembrò un invito irresistibile, lessi SULLA STRADA in tre giorni, ritornai dal professore entusiasta e lui mi disse: "Adesso però devi rifarti la bocca, devi leggere Milan Kundera".

Acquistai "L'insostenibile leggerezza dell'essere" e ne restai affascinato, da allora comprai e lessi tutti i libri di Kerouac e Kundera, poi scoprii Baricco e un pò più avanti Bukowski, John Fante... e credo che tutte queste letture si possono ritrovare nei miei scritti.

Ma quello che per sempre stravolge il mio modo di pensare é Kerouac, immediatamente trasmetto la mia passione a Efrem, appena abbiamo la possibilità scappiamo in treno-auto-autostop-bicicletta, facciamo l'interrail per due anni consecutivi, giriamo l'europa in modo disordinato e a più riprese. Riesco persino a trascinare Monica in un pazzo viaggio dalle Alpi alla Sicilia, lei ha solo diciassette anni e la faccio dormire in treno, in macchina, nelle stazioni.

Poi la scuola finisce e mi si para di fronte una possibilità. Un bivio. Diventare definitivamente un delinquente oppure fare la persona più o meno seria. Decido che nella vita voglio fare la persona seria ma senza esagerare e allora decido che farò il venditore. Gli esordi sono allucinanti ma dopo il passaggio in varie aziende arrivo verso la fine degli anni '90 in un posto decente con uno stipendio decente. Nel frattempo inizio il mio primo romanzo ANCHE A BUDDHA PIACEVA IL BLUES tutt'ora in perenne visione presso tutte le case editrici d'Italia e la mia vita viaggia un po' lenta un po' veloce, lo studio e la pratica del Reiki vengono alternati a momenti di "sbandamento", periodi di relativa calma vengono interrotti da altri viaggi in Europa, in giro per l'Italia e da un mancato viaggio, per tanto tempo sognato, in America. Dopo una vacanza in Spagna comincia la stesura del mio secondo romanzo L'ANIMA SULLA STRADA. Poi nel 1998 conosco la banda di RACCONTI & LETTERATURA ed entro nello staff redazionale, da quel momento, dal punto di vista letterario, succedono un sacco di cose. Insieme ad altri artisti dell'hinterland Milanese fondiamo un gruppo di poesia che si scioglie il giorno dopo il primo spettacolo. Faccio altre letture di poesie in pubblico, qualcuna va bene, qualcuna va male. Mi pubblicano su un pò di riviste, in qualche antologia, Pablo Echaurren dipinge un quadro ispirandosi ad un mio racconto. Insieme all'amico e quasi omonimo Mario Frighi autoproduciamo un libro: INTRIGHI. Finiamo su radio,  giornali locali e addirittura in tv, vinciamo concorsi e durante una concitata serata facciamo persino un autografo a Fernanda Pivano, RACCONTI & LETTERATURA viene recensito da diverse riviste del settore e finisce su PANORAMA segnalato fra i migliori siti web della categoria, la mia rubrica LA MORALE DELLA FRAGOLA diventa anche un'intervento radiofonico all'interno delle frequenze di RADIO PUNTO ZERO insomma per cinque anni succedono davvero un sacco di cose, ma poi prosciugati dall'intensa esperienza prendiamo la triste decisione di chiudere il sito. All'inizio non é stato facile non aver più a che fare ogni giorno con R&L ma poi mi sono ritrovato con più tempo libero ed allora mi sono messo a rispolverare alcune mie vecchie passioni come la chitarra e lo studio delle filosofie orientali, insomma mi sono preso quasi un anno di vacanza dalla letteratura virtuale concedendomi soltanto il lusso di iniziare il mio terzo romanzo IL MONDO DIETRO IL VETRO, ma poi ci sono cascato ancora e verso la fine del 2003 non ho saputo resistere all'invito dell'amico Massimo Canetta e per un breve periodo sono entrato nella redazione di Dadam@g

Che cosa aggiungere ancora... nel 2005 ho fondato insieme ad altri amici gli O.P.M. (Organismi Poeticamente Modificati), un gruppo di poeti, attori e musicisti con il quale abbiamo creato alcune performance poetico musicali, nello stesso anno, in seguito all'inaspettata e traumatica fine dell'amicizia con Efrem ho iniziato la stesura del mio quarto romanzo che si intitola ANGELI DEL PENSIERO e che prende spunto proprio da quel romanzo che tanti anni fa iniziammo a scrivere insieme... per il momento é tutto, ma se non ne hai ancora abbastanza leggi il mio curriculum letterario.

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